Sabotino : Peppe Bove" Ricordo che a dicembre più di qualcuno diceva che non facevamo più di due vittorie. Questa è la risposta"

Sabotino
03.06.2019 16:52 di Paolo Annunziata   Vedi letture

Una salvezza che è stata un vero miracolo calcistico. Quella del Sabotino griffato Peppe Bove, uno dal cuore grande. A dicembre era rimasto con sette giocatori, con critiche che arrivavano da ogni direzione. Lui in religioso silenzio si è messo al lavoro chiamando ragazzi che non scendevano in campo da anni e ragazzi scontenti da dove stavano. Con il lavoro e tanto sacrificio si è arrivati al playout, poi vinto in casa dell'Atletico Cisterna: " E' più di un - dice Peppe Bove - miracolo. Da dicembre si è formato un grande gruppo dirigenziale e tecnico. In quel momento abbiamo capito l'importanza della maglia. Non poteva finire il calcio a Borgo Sabotino. Ricordate che a dicembre c'è stato un fuggi, fuggi da parte di tanti giocatori e dirigenti, non sapevo dove mettere le mani. Siamo stati bravi a non farci prendere dallo sconforto, è stato importante l'arrivo del direttore sportivo Angelo Timotini. Con la sua saggezza e conoscenza è riuscito a mettere la nave in mare. Più di qualcuno sperava in una nostra retrocessione o addirittura di un ritiro, questa è la nostra risposta. Voglio ringraziare quei 25 ragazzi che sono stati sempre presenti in casa e in trasferta. Anche ieri sono stati semplicemente fantastici. Neanche ieri da Sabotino non è venuto nessuno a sostenerci. Quando siamo ritorGnati al borgo e abbiamo fatto la rotatoria al centro è stata una vera goduria gridare forza forza Sabotino con le sciarpe al cielo. Un borgo che non merita di avere una squadra di calcio". Mister, la dedica? " A mia moglie Serena, ai figli Lorenzo, Chiara e Sofia. Sono stati loro a darmi la giusta carica a dirmi di non mollare. Una retrocessione che vale molto di più di un campionato vinto. Un grazie all'amico Francesco Pietrogiacomi, i suoi consigli mi hanno fatto crescere tanto. Il futuro? Adesso ci godiamo questa festa, dopo il fango che mi hanno buttato addosso. Al triplice fischio è stato un vero urlo liberatorio, abbiamo dimostrato di saper fare calcio. Questi ragazzi lì porterò sempre dentro il mio cuore, una salvezza tutta per Giacomo Munari. Greg, Erminio, e Gianluca". 

La foto è di Fortunato Iori