Massimiliano Sorrentino: Mi auguro che gli under a fine campionato debbano essere liberi e niente obbligo per schierarli in campo".

11.05.2020 14:55 di Paolo Annunziata   Vedi letture

Più di 200 gol in carriera. Vero ariete d' area. E' sempre stato ll giocatore più appetito in sede di campagna acquisti. Una vera garanzia per serietà e tecnica. Lui è Massimiliano Sorrentino.  Questo il Sorrentino pensiero sull'immediato futuro del calcio dilettantistico. 

" Innanzi tutto mi schiero al fianco di Damiano Tommasi, Condivido il suo pensiero come ha rimarcato l'amico Bruno Federico. Gli under a fine stagione devono essere liberi e non proprietà delle società. Non è un loro diritto, perchè certe società fino alla categoria Allievi fanno pagare. L'obbligo dei giovani di lega non deve più esistere, ma questo per il bene dei ragazzi. Cha ha tutto e subito, per tre anni quando è di lega si sente intoccabile, poi quando vanno fuori, la maggior parte smette e altri fanno le basse categorie Questa battaglia bisogna vincerla, soprattutto per alzare il livello delle categoria, che ultimamente sono scese parecchio.Quando giocavo dopo la Promozione c'era la seria D, vi lascio immaginare quanto era forte anche la Prima Categoria"

Casa pensi su una netta riduzione dei rimborsi spesa?

" Credo che sia giusto dare i rimborsi ai giocatori. Perchè gli si chiede impegno e serietà durante la settimana, quindi devono rimanere rimborsi equi e giusti. il calcio non può più essere interpretato come un lavoro. Si deve decidere un tetto per ogni categoria, anche se poi ognuno fa come crede. Solo così possiamo incentivare ancora di più la passione. I veri guadagni fanno parte del passato, era un altra economia, e si facevano squadre di alto livello. Rispetto a oggi, al campo veniva tantissima gente, la voce incassi si faceva sentire. Anche gli allenatori si dovranno adeguare, il momento è difficile Oramai le epoche sono diverse, ricordo due maestri, Eugenio De Min e Nicola Lidozzi. Il primo diceva I giovani li facciamo entusiasmare per due partite giocate bene, e viceversa per due partite sbagliate lì critichiamo, pesantemente, il giocatore si giudica sulla continuità. Oggi tutti vogliono tutto e subito. Nicola Lidozzi diceva una volta che hai mangiato i tortellini in brodo, poi quando mangi pane e mortadella non sei più abituato, ed ecco che esci fuori dal panorama calcistico. Poi non prendiamo il discorso procuratori, ancora oggi mi arrabbio. Sono la rovina del mondo giovanile. A 15 anni senti  un ragazzo che dice devi parlare con il mio procuratore, quando sento questo divento una bestia. Non si può avere un procuratore, quando non sanno neanvhe mettere a terra il pallone. Bisogna ritornare a giocare sul fango, sulla terra bagnata, questo non lo vuole più nessuno".