Alessandro Fioravanti " Gli allenatori che ricordo? Ilario Mancini, Mario Buccilli, Solimina, Paolo D'Este, infine Ubaldo Stefanini".

13.03.2020 16:50 di  Paolo Annunziata   vedi letture

E' l' Osservatore a livello Nazionale del Bologna Calcio. E' sempre sui campi della serie B e delle squadre di seconda fascia in serie A alla ricerca di giovani promesse per il club felsineo. Lui è Alessandro Fioravanti . E' stato un giocatore esemplare, per serietà, professionalità e sempre massimo rispetto per l'avversario. I suoi calci di punizione erano un pericolo per ogni portiere. 

" Sono cresciuto calcisticamente - dice Alessandro Fioravanti - con l' Agora Santa Rita, dove ho fatto tutta la trafila arrivando in Promozione con la prima squadra.Il tecnico Ilario Mancini è stato fondamentale per la mia crescita.  Poi il salto a Latina in serie D con il tecnico Mario Buccilli, un secondo padre. Poi andai al Cagliari con la Primavera. Poi Cassino in serie D e ancora Latina in serie C2 dove ebbi l'infortunio al malleolo. Qui due grandi tecnici Santin e subito dopo Tobia.  Poi feci tre anni straordinari a Borgo Montello, una grande organizzazione un bellissimo manto erboso e un grande presidente come Lucio Bruno. Si faceva un calcio professionistico a tutti i livelli. Poi Aprilia e sette anni ad Anzio. Ho finito a Sermoneta con la mancata Promozione in Eccellenza".

Cosa è mancato a Alessandro Fioravanti per il grande salto?

" I soliti errori di gioventù, che oggi non rifarei assolutamente. Il treno è passato , ma l'ho perso senza alcun rimpianto".

Gli allenatori che ricordi con piacere?

" Nel settore giovanile Ilario Mancini. Gli devo tanto per me è stato un padre. Mi ha fatto crescere calcisticamente parlando, con i suoi consigli. Con Solimina e D' Este ho trascorso anni fantastici. Due che masticano calcio vero. Infine ricordo Ubaldo Stefanini al di là del rapporto allenatore - calciatoresi è instaurato subito un bel rapporto di amicizia che dura ancora nel tempo".

E' cambiato il calcio da quando lo giocavi?

" Si. La serie D di una volta non ha paragoni. C' erano tanti giocatori che scendevano di categoria, per guadagnare qualche soldo in più. Giocatori importanti, ho avuto la fortuna di giocare con Paniccia, Policano Ferrazzoli e tanti altri. Cominciai a giocare come giovane di come 1980 in serie D dove nè potevi schierare soltanto due. Oggi nè giocano quattro ed è chiaro che il livello scende. Non voglio giudicare questi under, sono quattro anni che non vivo più lo spogliatoio per questo fantastico lavoro. Per il Bologna adesso seguo la serie A di secondo piano e tutta la serie B, insieme ai campionati esteri che monitoriamo in una sala dove siamo collegati con tutti i campionati del mondo".

Un consiglio che puoi dare a un giovane che ha effettivamente le doti per grandi platee.

" Quello che posso dire di essere da subito un vero professionista in campo e soprattutto fuori. Di ascoltare i suggerimenti che gli danno tutti gli addetti ai lavori a cominciare dal tecnico. Devono sfruttare tutte le occasioni che gli capitano. Prima o poi il treno per chi ha le doti passa, bisogna essere bravi a prenderlo".

Infine.

" Sono molto dispiaciuto per quello che stiamo vivendo. E' un momento particolare, A livello lavorativo posso continuare perchè vedo tante partite nei circuiti collegati con il Bologna Calcio, quindi posso lavorare da casa. Dobbiamo tutti insieme rispettare le regole che ha imposto il Governo Italiano. Facciamo questo sacrificio per poi riabbracciarci tutti quanti". 


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