Jefferson, l' intervista " Io e il LATINA un amore nato subito. Adesso mi sento un figlio di questa città".

25.08.2026 11:45 di  Paolo Annunziata   vedi letture

L' appuntamento insieme a Gernnaro Ciaramella è alle 11,00 presso il Namaste. Come sempre anche fuori dal recinto di gioco, grande professionalità, visto il suo arrivo in anticipo. Lui è Jefferson. L' addio al calcio giocato è stata una brutta notizia per tutti i tifosi con cui ha giocato, in primis quelli del Latina. 

Con l' arrivo in Italia - afferma Jefferson - ho giocato nel 2008 con la Fiorentina, poi nell' anno successivo in prestito al Frosinone, poi Cassino, l' anno successivi in Belgio precisamente Eupen serie A. Poi Latina , il primo anno salvezza a Trieste, poi i play off e abbiamo battuto il Pisa, poi il primo anno in serie B in quella magica cavalcata e con la grane amarezza finale dove siamo stati 40' in serie A con lo spareggio con il Cesena, dopo aver battuto la corazzata Bari. Dopo Latina un anno in serie B con il Livorno, e poi sono ritornato a Latina per sei mesi, con Juliano allenatore. Poi in prestito alla Casertana per sei mesi serie C, e l' anno successivo sei mesi a Teramo più un anno e mezzo a Viterbo con il patron Camilli. Poi sono stato a Monza, nell' anno in cui è arrivato Silvio Berlusconi. Poi sono stato in prestito alla Giada Erminio, e un anno intero a Monopoli, sempre tutto in serie C. Poi sei mesi a Padova e sei a Catanzaro, poi sono ritornato ancora una volta a Latina sempre in C con Di Donato allenatore, l' anno successivo a Catania, e abbiamo vinto il campionato con 31 punti di vantaggio. Poi un anno con la Fidelis Andria, poi era arrivato il momento di avvicinarmi a casa, e ho accettato l' Atletico Pontinia, e poi Anzio.  Dopo aver girato l' Italia in lungo e largo solo un problema di salute mi ha fermato 

I ricordi più belli ?

" il primo è sicuramente - continua Jefferson - Latina. Calcisticamente parlando ho trovato subito una seconda casa. Una città, una tifoseria che mi ha sempre voluto bene come giocatore e come uomo. L' emozioni sono state nel 2011 / 2012 con la salvezza ottenuta a Trieste. nel 2012 / 2013 il salto in serie B con un mio gol decisivo contro il Pisa. E poi la prima stagione in B con il Latina con la seconda volta che facevo questo campionato. Un grande entusiasmo, un' appartenenza e una coesione esagerata con tutte le componenti della città.

Un ricordo meno bello?.

" Sicuramente la rottura della mandibola con la Fiorentina, ma l' amarezza più grande la sconfitta con il Cesena. Poi al mio primo anno di Latina la scomparsa di papà Josè Antonio, Ho sofferto tanto, in quella circostanza è nato l' amore con la città di Latina, è stato il primo momento che mi sono sentito un figlio di Latina. 

Cosa è mancato a Jefferson per il grande salto in pianta stabile ?

" E' mancata la costanza, tanti infortuni muscolari, ben 27, ma ho sempre avuto la forza di rialzarmi. I rimpianti ci sono, ma non si può mai sapere come va a finire. Comunque sono contento per la carriera svolta" 

Oggi comincia una nuova avventura nel tuo percorso calcistico. Cosa vedi nel tuo futuro?

Per adesso l' obiettivo è quello di insegnare le basi del calcio ai ragazzi. Penso al presente che è l' Atletico Pontinia. Negli ultimi anni ho già fatto qualcosa con i piccoli. Questa estate ho messo la mia esperienza a disposizione dei ragazzi con allenamenti specifici nella crescita tecnica. Oggi il mio impegno è per i ragazzi, non so se un domani avrò passione e competenza per misurarmi con le prime squadre" "  


Altre notizie - Primo Piano
Altre notizie