Cisterna un paese senza calcio vero. Tra silenzio e indifferenza scompare una gloriosa società.

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07.08.2021 09:40 di Paolo Annunziata   vedi letture

Incredibile!. La pro Cisterna è scomparsa dal panorama del calcio regionale. Come scritto il sodalizio bianco azzurro non ha perfezionato l'iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza, di conseguenza sono stati cancellati più di 50 anni di storia. Una brutta sconfitta per un paese dove la prima squadra era l'orgoglio di una comunità, di una tifoseria che è sempre stata il dodicesimo uomo in campo. La cosa peggiore che ancora oggi l'indifferenza è il silenzio che regna dalle parti del " Bartolani" una vera cattedrale nel deserto. Quando già dai primi di giugno la voce cominciava a circolare per le strade della città di Cisterna cosa ha fatto l' Assessore allo Sport? Cancellare una storia per ripicche personali e gelosie, chi è senza peccato esca allo scoperto e scagli la prima pietra. Tutti dovrebebro fare un bell' esame di coscienza, a cominciare dagli imprenditori che a Cisterna hanno trovato fortuna economica. E pensare che la pro Cisterna ha fatto pure la serie C. Questa è sicuramente una brutta pagina  per una città da una grande tradizione, che ha visto tanti ragazzi prendere la via del professionismo. Fa veramente male scrivere di quanto è accaduto per noi che abbiamo seguito la Pro Cisterna in casa e in trasferta per Tele Radio Latina, con l' allora presidente Ramiccia e il suo fido Pino Russo. Un calcio fatto di passione e tanta professionalità per questi colori che sono stati sempre nel cuore di una comunità intera. Sarebbero tanti gli interrogativi da lanciare ma adesso a che servono? Quando c'era da montare sul cavallo vincente erano in tanti, adesso tutti si trincerano dietro un silenzio tombale. La Pro Cisterna Calcio non esiste più, figure storiche come i fratelli Olivieri, Pezone, che hanno portato il nome di Cisterna a livello nazionale. Dirigenti che con passione e sacrifici hanno portato il calcio a Cisterna con grande semplicità, senza arroganza e presunzione, così come è successo negli ultimi anni. Purtroppo oggi il calcio in generale manca di dirigenti con la D maiuscola.