Il procuratore sportivo Jano La Ferla" Filippo Di Marco? Ci accomuna la voglia di fare bene per portare i ragazzi nel calcio che conta".

22.04.2021 12:41 di Paolo Annunziata   Vedi letture

Avvocato e procuratore sportivo dal 2000. Agente Fifa lavora a livello Nazionale e da qualche settimana è uno dei primi collaboratori con la Football Service Agency. Lui è Jano La Ferla. 

Quello del procuratore sportivo - dice Jano La Ferla - oramai è un ruolo importante nel mondo del calcio. Tanti pensano che il ruolo del procuratore è solo quello di trovare la squadra a un calciatore. Invece il nostro ruolo è quello di affiancarli in ogni loro situazione. Le problematiche federali non sono per niente semplici, ci servono dei professionisti per fare questo. Soprattutto c'è il problema con i genitori, molto spesso ci sono degli equivoci. Bisogna parlare chiaro in ogni movimento, situazioni che possono compromettere la stagione del ragazzo. In questo periodo non stiamo vivendo una buona situazione, sotto ogni punto di vista. La pandemia, la crissi economica si fa sentire e soprattutto è un male per i ragazzi. Questa pandemia ha fatto perdere due anni e sappiamo bene che per i ragazzi è stata veramente una cosa brutta. Hanno perso una crescita tecnica veramente determinante per il loro futuro. Vediamo come sarà la nuova tabella delle date di nascita, ripeto hanno perso due anni importanti per la loro crescita tecnica che nessuno potrà restituirla".

Come nasce questa collaborazione con l' Agency Football Service?

" In primis grazie alla fraterna amicizia con Robson Toledo. Ci siamo conosciuti quando ha giocato con la maglia del Catanzaro, la mia città. Con i suoi gol ci portò in serie B. Filippo Di Marco  l'ho conosciuto grazie a Toledo, c'è stato subito un grande feeling, mi hanno illustrato un bel progetto, ho subito visto una grande professionalità. In Di Marco ho visto subito una persona competente, abbiamo la stessa voglia per fare, soprattutto per i ragazzi. L' ho visto quando  giocava con il Latina, grande carattere, uno con grande fame, che sta trasmettendo in questa nuova esperienza. La terra pontina la conosco bene, il mio primo giocatore lo portati a Terracina con mister Salvatici allenatore e Antonio Fragasso direttore sportivo. Il giocatore era Leonardo Vierà, poi lo chiamò una serie A brasiliana, e il ragazzo andò via. Anche se andò bene ricordo ancora questa mia prima trattativa in terra pontina. Il vostro territorio offre ragazzi dal grande fisico, questo è un gran bel vantaggio. Adesso speriamo di riprendere quanto prima possibile, al momento il calcio è in ginocchio. Adesso per grandi platee l'attenzione è per i 2005, questo per il grande salto, è chiaro che per i 2003, e 2004 c'è ancora tanto spazio".